
Il Parco dei Sibillini
I Monti Sibillini furono definiti da Guido Piovene "i più leggendari
dell'Italia del centro". Tutta la civiltà appenninica è ricca di leggende
e di miti che ancora alimentano una cultura tradizionale di eccezionale
fantasia e suggestione. I vasti boschi di roverella, carpino nero, lecci
e pini d'Aleppo, che lasciano il posto alle faggete d'alto fusto e poi
ai pascoli alle quote elevate, nascondono una fitta rete di sentieri ben
attrezzati e segnalati per escursioni di diverso impegno. Da segnalare
due biotipi di notevolissimo interesse naturalistico: le marcite di Norcia
e i Piani di Castelluccio, il più grande bacino carsico chiuso dopo quello
del Fùcino.
Il Parco del Trasimeno
Il Parco del Lago Trasimeno si avvale di un centro di documentazione
ambientale tra i più avanzati d'Europa e di un sistema informativo
per la verifica della qualità delle acque. L'isola Polvese è
un'oasi di protezione naturalistica.
Le cascate delle Marmore
Con tre salti le acque del fiume Velino precipitano bruscamente dal
livello della piana di Rieti a quello della valle del Nera, 165 metri
più in basso: è la cascata delle Marmore, la più
alta d'Europa. I sali di calcio, presenti in abbondanza in queste acque,
si depositano in incrostazioni: sono queste le "marmore", per
la somiglianza al marmo.
La foresta Fossile di Dunarobba
Milioni di anni fa nel territorio di Avigliano Umbro scorreva un grande
fiume (da Todi alla conca ternana) considerato dai geologi il ramo occidentale
del lago Tiberino. Periodicamente la pianura veniva alluvionata dalle
esondazioni di questo ramo impetuoso, provocando l'accumulo di depositi
sabbioso-argillosi. E' stato proprio questo fenomeno che ha sepolto con
argilla un'intera foresta di piante colossali, spezzate a 5-10 metri dal
suolo, con un tronco di diametro superiore al metro e mezzo.
I Vulcani di San Venanzo
I Vulcani di San Venanzo sono conosciuti a partire dalla seconda metà
dell'Ottocento e studiati a più riprese nel corso del tempo. Trattasi
di tre vulcani attivi 265.000 anni fa che rendono la piccola cittadina
umbra famosa in tutto il mondo. Il museo vulcanologico di San Venanzo,
nato alla fine degli anni '90 si compone di quattro sale. Tra queste una
sala è dedicata alla mineralogia e alla petrografia che desta l'interesse
degli studiosi di tutto il mondo per lo studio della "venanzite",
una roccia rara dalla composizione mineralogica estremamente particolare
che, prodotta da uno dei vulcani di San Venanzo, era presente in passato
per circa un milione di metri cubi: una quantità elevatissima.
Parco Naturale del Monte Cucco
Chiamato "Ventre degli Appennini", il parco occupa 10.480
ettari situati lungo la storica Via Flaminia al confine nord-est della
regione. Vi si trovano grotte carsiche, acque sotterranee, fonti minerali,
incontaminati corsi d'acqua, grandi faggete, ma anche boschi, pascoli,
prati seminativi e centri urbani ricchi di valori storici, artistici,
culturali e ambientali. Le sue caratteristiche lo rendono meta di richiamo
per speleologi e appassionati di volo libero. il Parco del Monte Cucco
offre un habitat montano che consente la vita al lupo e all'aquila reale.
Peculiare è inoltre l'attività sportiva che si svolge all'interno
delle sue grotte, a rendere la speleologia un altro degli aspetti peculiari
del parco.